
Siamo un gruppo di artigiani che si è unito
per dare una
risposta al grande bisogno di manualità che esiste fra persone
di ogni ceto
sociale, cultura ed età.
Ci occupiamo di
manualità in tutti i suoi aspetti da quello
artigianale a quello artistico
Ci riferiamo
all' esperienza della bottega classica ed alla
visione globale di cui essa era portatrice ampliandola con le tematiche
del
riciclaggio, riuso e riattualizzazione degli oggetti.
Vogliamo creare opportunità di praticare,
di approfondire e
di affrontare nuove tecniche per chi già sa fare e per chi vuole
imparare.
Intendiamo costruire un centro cittadino per la conoscenza e la
diffusione di
quelle tecniche di lavorazione tra artigianato ed arte che ormai sono
in via
d’estinzione.
A praticarle sono rimasti in pochi e molte difficoltà rendono
l’apprendistato
una via non più praticabile.
La nostra è una ricerca di nuovi strumenti perché questa
parte di conoscenza e
di storia non vada smarrita.
Negli ultimi anni è nato un nuovo interesse verso l'artigianato
in generale,
noi pensiamo che ciò non sia casuale ma, al contrario, esprima
esigenze
concrete a cui la cultura artigiana è in grado di dare risposte.
Se esaminiamo questo interesse vediamo che contiene aspetti che vanno
dalla
riappropriazione del gesto e del tempo, al bisogno di un contatto reale
con i
materiali che porti fisicità ed affettività nei propri
atti creativi.
Non bisogna dimenticare inoltre il bisogno di ridurre lo spreco
cercando i
mezzi per riusare, trasformare, riciclare le cose che ci circondano.
Forse è proprio questo l'aspetto che meglio sintetizza gli
intenti della
"Terra del fuoco": la manualità è un tentativo (bisogno)
di opporsi
alla perdita di significato ed alla spersonalizzazione che la
società
tecnologica ci porta.
Siamo
una associazione senza fini di lucro, non siamo interessati a produrre
quanto
piuttosto ad esplorare, a dare spazio e possibilità, ai
significati culturali
contenuti nel “fare con le mani”.
Il
nostro obiettivo è costituire un riferimento cittadino per tutto
ciò che
riguarda artigianato e manualità.
Per noi il
laboratorio non è solo uno
spazio operativo ma anche un
luogo di socializzazione per fare mostre,incontri ed intrattenimenti.
All'interno della
nostra sede i soci potranno
avere informazioni su tutto ciò che riguarda l'artigianato:
materiali.
Forniture, tecniche e bibliografie
LA NOSTRA STORIA
Siamo
nati nel 1996, in questi anni abbiamo ricostruito mobili e appreso
tecniche
della tradizione, riparato strumenti musicali e accolto gruppi che li
suonavano, abbiamo stipulato convenzioni con enti pubblici per il
reinserimento
sociale e lavorato insieme per scoprire il piacere del fare,
partecipato alle
feste della casa e organizzato incontri con esperti. Il nostro
obbiettivo è
costituire un riferimento cittadino permanente per tutto ciò che
riguarda
artigianato e manualità. Siamo una associazione senza fini di
lucro, non siamo
interessati a produrre quanto piuttosto ad esplorare, a dare spazio e
possibilità, ai significati culturali contenuti nel “fare con le
mani”
Da il “GIORNO”...
UN'ASSOCIAZIONE MILANESE
PUNTA AL RECUPERO DELLE POTENZIALITA' MANUALI
Servizio di
Grazia Ardissone.
MILANO – L'artigianato esprime insieme a caratteristiche
tradizionali,altre che
sono completamente nuove. Per verificare quali , abbiamo intervistato
Mauro
Poletti, che ha costituito un'associazione per la valorizzazione del
lavoro
artigianale nella nostra città.....
Si può parlare di crisi dell'artigianato, addirittura nei
termini di sua scomparsa?....
“l'artigianato non è assolutamente in crisi, sta addirittura attraversando un momento di rinascita di interesse e di fiorire di nuove tecniche. Lo è invece per quanto riguarda il rapporto con la produzione, la competitività e le istituzioni.
Purtroppo la sua funzione non è più socialmente riconosciuta e vienevisto come una “primitività” industriale, come un modo di produrre “antico” che poi si è evoluto nell'industria. ....
Quali leggi sono
negative per l'artigianato?....
Innanzitutto il sistema di tassazione che lo inserisce allo stesso livello della piccole industria: il regime di competitività e lo sforzo per reggere il mercato sono talmente gravosi che snaturano la relazione con gli altri artigiani e con il lavoro stesso.....
In secondo luogo la mancanza di strumenti adeguati che riconoscano il ruolo dell'artigiano e lo proteggano.....
Sono scomparse
delle lavorazioni?....
A Milano molti tipi di lavorazione sono state costrette ad emigrare perché non in grado di rispettare gli alti costi..... I bronzisti, i tornitori, gli intagliatori stanno scomparendo e così' tanti altri..... E' un grave danno alla società, non solo in termini di scomparsa di conoscenza e di cultura, ma anche perché ci priva della possibilità di riciclare oggetti ricostruendone le parti.....
Quali sono le
soluzioni possibili?....
Che venga riconosciuto all'artigiano uno status
particolare, che sia valorizzata la sua funzione che è
contemporaneamente sociale e
portatrice di
un' etica di salvaguardia dell'esistenza..... Altrimenti spariscono
forme di conoscenza che
non sono
ricostruibili. Per fortuna, mentre ci lamentiamo della
scomparsa di un
artigianato tradizionale, ne sta emergendo uno nuovo che usa tecniche
diverse e a
volte semplificate, ma sempre utili..... Nascono lavorazioni che sono
influenzate
etnicamente
attraverso il contatto delle altre culture. Purtroppo questo processo
avviene
in forma sommersa..... Se si prospettasse la rivalutazione
dell'artigianato in
termini sociali e di divulgazione su i Media, se si sostenesse il
valore di questa
forma di lavoro creativo ed utile ciò potrebbe costituire un
grande
potenziale per l'occupazione dei giovani. In oltre, rispetto al lavoro
industriale, il
lavoro artigianale ha una componente di flessibilità e di
sperimentazione che lo rende più adeguato alla situazione
attuale che è in continua
evoluzione.....
E' vero che
attualmente esiste un ritorno di
interesse per
l'artigianato,
secondo lei perché?....
Si, esiste un grandissimo interesse ed è composto da più elementi. Uno di questi è che l'individuo vuole ricostruire la propria vita su basi più legate all'espressione delle proprie capacità..... Inoltre esiste un desiderio di allargare le conoscenze che sono state troppo settorializzate. Ad esempio ci sono architetti che desiderano, attraverso l'artigianato, completare la loro preparazione. Si è alla ricerca di una ricomposizione del lavoro che permetta di ritrovare la soddisfazione di produrre soprattutto nel contatto con la materia. C'è anche il bisogno di ritrovare il proprio tempo e di contrapporsi all'invasione della tecnologia. ....
Lei ha costituito a
Milano l'associazione “Terra del Fuoco” a difesa della cultura
artigianale. Come mai questo nome?....
Perché contiene un riferimento agli
elementi e alla loro
trasformazione. Il nome è in oltre associato al simbolo, un uomo
nudo (tatuato)
che suggerisce
la condizione di parità e di assenza di mediazione propria del
lavoro
manuale.....
Quali sono gli obiettivi dell'associazione?....
Per prima cosa cerchiamo di contribuire a far
uscire
dall'ombra, rendendolo visibile, ciò che ancora esiste di
artigianato a
Milano. .. La Terra del Fuoco ha costituito un centro
stabile che
ambisce a diventare un riferimento per gli artigiani milanesi e per chi
è
interessato agli aspetti sia operativi sia sociali di questo modo di
creare e
produrre. Vogliamo, per prima cosa, dare alla gente
l'opportunità di
frequentare l'associazione per fare quei lavori di cui ha bisogno per
sé. Comunque l'obiettivo più generale è quello di
creare
nuovi ambiti e forme per
liberare le potenzialità manuali che tutti abbiamo. ....
Quali settori artigianali sono rappresentati nell'associazione?....
Le attività iniziali sono: restauro, falegnameria, mosaico, doratura, ornamento e calligrafia araba e, come ho detto prima, un libero accesso all'uso dei laboratori. Organizziamo corsi specifici per ogni settore indirizzati a tutti coloro che desiderano conoscere l'artigianato. Abbiamo iniziato una banca dati che diventerà una documentazione dell'esistente e fornirà un servizio di informazione. La nostra divulgazione è anche rivolta alle istituzioni perché riconoscano la funzione sociale e produttiva dell'artigianato. ....
PERCHE'
LA TECNICA NON ESPELLA L'OPERA
DELL'UOMO
Di Grazia
Ardissone....
Anche nella descrizione della cultura dell'artigianato ci troviamo di
fronte
all'impedimento costituito da una visione dominante umanistico-sociale
che
dovrebbe servire a contrapporsi a quella produttivistica.....
In realtà questa visione ci riporta sempre allo stesso punto: ai
valori
intoccabili di leggi funzionali solo alla produzione...
La rivista “DOMUS” ha dedicato il suo numero di settembre al significato dell'artigianato oggi, con l'obiettivo di costituire una visione che sia utile ad impedire “che le tecnoscienze espellano l'opera dell'uomo” come scrive Renato De Fusco nel suo articolo...
Si parla di creatività contemporaneamente razionale e irrazionale, che mette insieme alta tecnologia e oggetto primitivo, quello di serie con il pezzo unico, nelle caratteristiche proprie della società postindustriale...
Per il futuro dell'artigianato si richiede un “principio forte” in cui la storia costituisca il contesto per sviluppare tre caratteristiche di fondo dell'opera: unica e irripetibile, di lunga durata e che rappresenti il mondo dei valori. Qualcosa che serva a ricostruire quel legame esistente fra storia, etica e artigianato...
L'artigianato visto quindi come opera dell'uomo, come salvaguardia delle particolarità umane contro quelle puramente tecniche della produzione e del consumo. Ma è sufficiente la visione umanistica e sociale a contrastare le leggi aride dell'economia produttivistica in cui l'artigiano è inserito?...
La “squallida prospettiva” della tendenza in atto, ci ricorda ancora DE Fusco, è anche contrastabile in una visione ecologica dell'usa e conserva, propria dell'artigianato contro l'usa e getta della visione industriale. Per non essere sommersi da una quantità di rifiuti, per non cancellare i segni della nostra esistenza e della nostra stessa storia...
Ma anche la visone ecologistica, come quella umanista, si basa unicamente sul significato materiale dell'esperienza della creazione e del restauro dell'oggetto...
Il riportarlo al suo stato primitivo e alla sua funzione originaria non è solo questione di perizia artigianale, ma di una visione d'insieme in cui “l'interiorizzazione” del lavoro che si sta facendo è molto importante. Non si tratta solo di “perizia”, ma di significato complessivo e complesso del lavoro...
Altrimenti ancora
una volta ci troviamo di fronte solo al razionale e al materiale
dell'oggetto storico antico, privandolo del suo significato simbolico e
arcaico e soprattutto perdendo di vista il processo di valorizzazione
interiore
che
compie l'artigiano nel suo lavoro...
Se accettiamo che la storia sia al centro della concettualizzazione del lavoro artigianale, “l'interiorizzazione” dell'artigiano-artista è l'unica garanzia per vedere il mondo antico e arcaico dell'oggetto da restaurare, così come l'avevano rappresentato gli autori...
Lo stesso atteggiamento del lavoratore nei confronti dei materiali usati può auitare contemporaneamente a dare significato all'oggetto da costruire e all'oggetto da restaurare. Il legno o altro materiale lavorato ha in sé il rapporto con la natura e la sua anima e ci svela nell'opera di restauro il senso che gli uomini di un'altra epoca davano all'oggetto...
Gli oggetti tramandati da generazione in generazione, sia sacri che laici, avevano in sé un significato simbolico e rappresentativo dei valori e delle credenze degli uomini di quel tempo. Gli stessi oggetti della quotidianità sono la testimonianza dell'esistenza, nella loro forma e costruzione , della rappresentazione di un mondo interiore e fantastico, quello dell'artigiano che l'ha creato. E questo non vale solo per il passato e quindi per il restauro, ma anche per il presente: il mondo interiore dell'artista è rappresentato nell'oggetto insieme ai paradigmi dell'epoca sociale in cui vive...
La visione umanistico sociale è una visione che ha un valore ridotto di contrapposizione alla tecnicizzazione, perché rimane ancora fortemente funzionalista, ossia tutto prospettato in funzione di un ordine e di una tendenza che sono quelli esistenti. Non prevede il cambiamento radicale di cui abbiamo bisogno per formare e produrre nuovi valori...
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